Mentre chiudiamo questo 2025, un fatto è sotto gli occhi di tutti: lo scenario competitivo è cambiato più in questi dodici mesi del 2025 che non in gran parte del decennio precedente.
Per le nostre PMI si tratta di un punto di svolta.
Ripercorrendo i temi affrontati quest’anno, emergono tre leve che accompagneranno chi vorrà crescere nel 2026.
1️⃣ Filiere che collaborano
Quest’anno abbiamo parlato spesso di filiere come “ecosistemi” e non come catene lineari. E ci sono esempi reali che dimostrano che fare squadra funziona. Un caso significativo è la filiera della robotica in Emilia: https://mech.clust-er.it/
PMI, università e system integrator hanno creato un modello in cui competenze e progetti si intrecciano, permettendo loro di competere con ecosistemi ben più capitalizzati. Quando si condividono conoscenza, investimenti e relazioni commerciali, il valore generato è maggiore della somma delle singole parti.
Si tratta di percorsi non facili da attuare, perché i nostri imprenditori sono molto individualisti. Ma con le nuove generazioni al comando, potrebbe essere più semplice percorrere queste strade.
2️⃣ Innovazione, digitalizzazione e capitale manageriale: il vero moltiplicatore
Robotica, sistemi che dialogano tra loro, AI industriale, nuovi modelli organizzativi: sono stati temi ricorrenti. E non parliamo di tecnologia “per pochi”.
Il costo di un robot umanoide intorno ai 70.000 euro dimostra che anche le PMI possono accedere a strumenti un tempo riservati ai grandi gruppi.
Il punto, però, non è solo “comprare macchine”, ma acquisire:
- nuove competenze manageriali
- processi più rapidi
- una cultura del dato che renda le decisioni più veloci e più solide
3️⃣ Guardare ai mercati globali con un approccio nuovo

È difficile indicare “mercati validi per tutti”. Ma alcune tendenze di fondo sono chiare e possono guidare le PMI nella scelta:
- ASEAN, in forte crescita, con Thailandia, Vietnam e Indonesia che stanno diventando mercati industriali maturi e più accessibili rispetto alla Cina.
- India, ormai stabilmente tra le economie più dinamiche al mondo, con forte domanda in meccanica, automotive, infrastrutture, energie rinnovabili e tecnologie produttive.
- Golfo, con Arabia Saudita ed Emirati in accelerazione su energia, costruzioni, foodtech e investimenti infrastrutturali.
- Nord America, soprattutto per meccanica, automazione, elettronica e soluzioni tecniche.
- Africa Sub-sahariana, non per tutti, ma con finestre aperte in costruzioni, energia, acqua e agroindustria.
- Sud America, in particolare Brasile e Argentina, dove la potenziale chiusura dell’accordo UE–Mercosur potrebbe aprire nuove opportunità industriali e tariffarie.
- Europa, che rimane il mercato più stabile e, per molte PMI, ancora il terreno naturale di crescita.
La vera domanda per il 2026 non è però “dove vendiamo?”, ma come costruire un percorso sostenibile nei mercati più adatti alla propria azienda — che si tratti di muoversi in autonomia o, quando possibile, di far leva sulla propria filiera.
Ogni impresa ha una storia, risorse e tempi diversi: l’importante è scegliere mercati dove esistono reali possibilità di crescita, evitando approcci improvvisati.
In sintesi
Il 2025 ha messo alla prova molte certezze, ma ha aperto tre direzioni chiare:
- collaborare per competere
- innovare per sopravvivere
- espandersi con criterio, non per tentativi
Il mio augurio per il 2026 è che le nostre PMI inizino a ragionare meno come “aziende isolate” e più come sistemi industriali capaci di muoversi insieme. È lì che si giocherà la vera partita.
Grazie a tutti quelli che hanno letto, commentato e condiviso questo spazio anche quest’anno.
Ci ritroviamo nel 2026, con nuovi spunti e — soprattutto — strumenti concreti per crescere.
Come sempre Pier Paolo ti leggo e ti faccio miei complimenti per le tue analisi concrete, lucide e input giusti e spesso illuminanti. Condivido tuttora in particolare la parte direzioni. Io ho lavorato quasi sempre e tuttora con aziende internazionali che spesso hanno la possibilità in termini divisorie , competenze e approcci che le nostre Pmi non hanno.. Ma le nostre Pmi hanno dalla loro qualità, tecnicality, creatività, flessibilità spesso superiori …….
Servirebbe seguire qualche tuo input per un upgrade competitivo per affrontare le nuove sfide soprattutto nell’area digitale. Ai e formazione nanageriale. Per fortuna alcune possono fruire della tua professionalità. Ciao
Grazie Sergio, le tue parole fanno davvero piacere — soprattutto perché arrivano da chi vive ogni giorno le complessità dell’internazionalizzazione.
Hai ragione: le aziende internazionali hanno spesso strutture e competenze che le nostre PMI non possiedono ancora. Ma è altrettanto vero che le nostre imprese hanno qualità, tecnicalità e flessibilità che molti competitor ci invidiano.
Sta a noi — consulenti e partner esterni — portare queste competenze, creare consapevolezza e, quando serve, essere anche un po’ provocatori per stimolare cambi di direzione e di mentalità.
Solo così si riesce ad accelerare davvero i percorsi di crescita, soprattutto sul fronte digitale, AI e sviluppo manageriale.
Grazie ancora per il contributo, a presto!
Grazie Pier Paolo per gli articoli sempre intelligenti e costruttivi. Buon Natale e un 2026 ricco di soddisfazioni!
Grazie Laura dell’apprezzamento.
Anche a te auguri di un Buon Natale e un 2026 di salute, serenità e nuova energia per affrontare le sfide e le opportunità che verranno!