Lettera da Mosca

 

Daniela Miotto è un’ insegnante che vive a Mosca. E’ stata corrispondente del giornale on-line Arcoiris e con questa “lettera” ci dà uno spaccato di come siamo visti dal popolo russo e delle opportunità per le nostre imprese, ma non solo. Oltre a ciò è mia cugina.

“Vivo a Mosca da 5 inverni (qui non si contano gli anni ma bensì gli inverni…) e la città  e i moscoviti sono cambiati. La mia prima impressione fu di una città tra occidente e oriente, ora posso dire che la tendenza a poco a poco va verso un modello occidentale/nordico.

In Russia i prodotti italiani sono molto amati,: si adora il cibo italiano, la moda e la possibilità di trascorrere le vacanze nel “bel paese”. D’altra parte basta ricordare che la Russia è attualmente il nono mercato di sbocco per l’Italia, pari al 2,6 per cento dell’export totale. Un flusso in crescita negli ultimi dieci anni che per il 40 per cento arriva dal Nord-Est, con un valore di oltre 4 miliardi di euro. Il prossimo anno, molto probabilmente, sbarcherà Farinetti con il suo Eataly ( sta tentando di divenire l’Ikea e lo Zara dell’alimentazione) mentre per ora l’offerta nei negozi di prodotti alimentari italiani è presente ma secondo il mio parere non in maniera sufficiente. Proprio di cucina si occuperà il Festival Buona Italia (alla sesta edizione) dal 22 ottobre al 27 novembre che coinvolgerà 50 ristoranti italiani in cinque diverse città russe: Mosca, San Pietroburgo, Sochi, Ekaterinburg e Samara.

Il mercato russo ha anche fame di turismo. Le località di montagna italiane accolgono sempre più visitatori stranieri e i russi sono in costante crescita. Nel 2012 il Veneto è stato scelto da più di 15 milioni di turisti ( i russi hanno raggiunto quasi le 900 mila presenze) al primo posto rimangono sempre i tedeschi mentre ad esempio a Rimini il sorpasso dei russi sui germanici è già avvenuto nel 2011.   

Infine il mercato del lavoro in Russia potrebbe essere un ottima opportunità. Finalmente dopo anni di complicazioni burocratiche inenarrabili questo paese apre le porte ai professionisti provenienti dall’estero. Il governo ha infatti approvato un disegno di legge che semplifica notevolmente il processo di ottenimento dei visti e dei permessi di lavoro per gli specialisti stranieri, e stiamo parlando di un coinvolgimento di lavoratori oltre alla quota di migranti già stabilita dal governo.

Concludendo si può dire che questo è un mercato dinamico e in espansione ( la crisi già presente da molti anni in Europa qui comincia a sentirsi  solo ora) ma comunque  ancora difficile da penetrare per problemi legati alla lingua, alle abitudini culturali diverse, alla burocrazia che ricorda molto quella italiana ed infine ai rapporti non sempre “trasparenti” che si possono instaurare con i partner locali”