AI E EXPORT: 4 STRUMENTI PER TORNARE A CRESCERE

In questi mesi, anche grazie all’esperienza diretta con oltre 30 imprese nel progetto Mercati in Vista promosso da FarExport – Associazione Industriali di Vicenza, sto integrando sempre di più l’intelligenza artificiale nel mio lavoro quotidiano a supporto delle PMI che vogliono crescere all’estero.

In questo articolo vorrei parlare non solo di strumenti, ma di metodo: cosa può davvero fare oggi un imprenditore che vuole tornare a sviluppare il proprio export in un contesto difficile, ma anche pieno di opportunità nascoste.

Oggi gli scenari di mercato cambiano così rapidamente che un check-up commerciale – come quelli che sto offrendo con il servizio Mercati in Vista – è diventato necessario almeno una volta all’anno. Proprio come si fa per il bilancio. Ma mentre per il bilancio ci si affida a un commercialista bravo e di fiducia, per queste analisi servono metodo e strumenti, che posso insegnare alle imprese per renderle più autonome.

Ecco quattro ambiti in cui l’AI può diventare uno strumento utile per fare questi check sulle strategie export della vostra azienda:

1. Analisi dei trend di mercato

Per le ricerche macro di settore, utilizzo con soddisfazione Perplexity, una piattaforma AI che consente di:

  • porre domande in linguaggio naturale;
  • ottenere risposte dettagliate con link alle fonti;
  • esplorare con rapidità tendenze in più Paesi.

È particolarmente utile per aziende che operano su più settori, come ad esempio una torneria meccanica o chi produce tessile tecnico. L’AI permette di confrontare le prospettive di ciascun ambito e decidere su quale concentrare le energie commerciali.

2. Analisi dei concorrenti

Con strumenti come ChatGPT, posso aiutare l’imprenditore a ottenere una visione comparativa del proprio posizionamento rispetto ai competitor, se si forniscono input strutturati, come:

  • bilanci e dati economico-finanziari;
  • cataloghi e listini;
  • presenza sui social e sul web.

Questi elementi, analizzati dall’AI, restituiscono una fotografia utile per capire dove migliorare e come differenziarsi.

3. Ricerca di clienti e distributori

Per mappare i potenziali clienti e distributori, utilizzo Matchplat, ma l’AI può potenziare anche questa fase:

  • genera le parole chiave nella lingua dei mercati target, partendo dai siti di aziende già attive nel settore (utile per una ricerca efficace su Matchplat);
  • suggerisce sinonimi o varianti per affinare il filtro e ampliare il campo d’azione.

4. Personalizzazione del primo contatto

La parte più difficile è spesso questa: cosa scrivere nel primo messaggio? Come distinguersi da decine di altri fornitori?

Qui l’AI può aiutare in vari modi:

  • costruire una proposta mirata partendo dal Value Proposition Canvas;
  • tradurre il messaggio nella lingua del cliente per renderlo più diretto e comprensibile;
  • simulare una presentazione: se ho il profilo LinkedIn del buyer e il sito della sua azienda, posso chiedere all’AI di mettersi nei suoi panni e valutare la mia presentazione. In questo modo:
    • miglioro contenuto e tono del messaggio;
    • anticipo eventuali obiezioni;
    • aumento le probabilità di ottenere un incontro.

È un esercizio che ho già sperimentato anche con un collega export manager alle prese con un incontro importante. Abbiamo simulato il colloquio con l’AI per affinare contenuti e linguaggio. Un approccio che funziona benissimo anche nel B2B!

E in futuro?

Affiancando le PMI di diversi settori scopro ogni giorno nuovi utilizzi. La pratica quotidiana e la fantasia aiutano. E vi assicuro che il lavoro è meno noioso, più stimolante.

L’AI non sostituisce l’esperienza e la relazione umana, ma può aumentare l’efficienza, ridurre i tempi e suggerire approcci nuovi. Anche in un settore “umano” come l’export.

Se vuoi approfondire come applicarla al tuo contesto aziendale, scrivimi a info@progetticommerciali.com

Pier Paolo Galbusera